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Nato a New York nel 1961. Per oltre 30 anni Eric Haze è stato leader nel mondo dell'arte, della grafica e del product design. Negli anni 70 ha creato con il nome “HAZE” un proprio stile autorevole di graffiti, che hanno invaso i treni e le pareti di New York.

Negli anni 80 Haze è diventato uno dei primi artisti che ha contribuito con la propria grafica e loghi a far conoscere visivamente la cultura Hip Hop al resto del mondo. Oggi Haze continua a realizzare opere di vario genere ed espone alle mostre di tutto il mondo. La collaborazione fra G-SHOCK e Haze è iniziata nel 1999, quando Haze ha progettato il primo modello firmato, ed è continuata per quasi un decennio.
 


La vera essenza di un progetto come questo, che dura da 25 anni, deve essere la sensazione giusta...

E' un periodo molto lungo.

L'impressione che andava bene 25 anni fa, ma anche oggi, non deve quindi essere un oggetto legato ad un solo periodo. Deve essere un po' fuori dal tempo.

Questo è solo un anniversario oppure l’inizio di qualcosa di nuovo?

Entrambi. Deve rappresentare l'inizio e il presente, quindi essere universale.

Cosa pensa dunque del G-SHOCK?

Cosa penso del G-SHOCK? La mia relazione con il G-SHOCK è stata lunga e piacevole. G-SHOCK è praticamente un leader per gli orologi sportivi e alcune tecnologie e io collaboro con G-SHOCK.

Sono passati 10 anni da quando ha iniziato a collaborare con G-SHOCK. Pensa ci siano stati dei cambiamenti o che G-SHOCK sia cambiato in questo periodo?

Probabilmente la cosa principale sono i cambiamenti di stile. Voglio dire, G-Shock è anche un prodotto classico, quindi cerco nuove idee ogni volta che rivedo o ridisegno, ma mai perdendo di vista l'idea originaria. Si prende l'oggetto e si cerca di immaginare come svilupparlo ulteriormente. Per quanto mi riguarda, cerco sempre di creare qualcosa di leggermente personale. C'è quindi sempre una piccola parte di me. Quando si collabora a questo livello e con aziende molto grandi, si deve trovare un equilibrio tra l'identità dell'azienda e la propria identità personale. Con i piccoli progetti puoi dare sfogo alla tua fantasia, usare stili e idee differenti. Ma con un progetto come questo, che rappresenta l'azienda CASIO in tutto il mondo, con tutta la sua storia, a volte è necessario essere leggermente più conservativi e rispettare l'identità generale.

Le è piaciuto il progetto G-SHOCK?

Sì, soprattutto gli ultimi modelli che abbiamo creato. Ho avuto molto più libertà per il cinturino, la scatola e la confezione. Penso che ogni progetto diventi sempre più interessante. Forse, dopo tutto questo tempo, CASIO si fida di me…non mi impone così tanti limiti. Il primo progetto è stato, diciamo, conservativo: solo il logo e poca grafica. Per il secondo ho avuto maggiore libertà.

Come saranno i prossimi G-SHOCK?

Mmmm, forse come questa nostra conversazione. Se guardo al futuro del G-SHOCK, o della collaborazione, vedo piccoli cambiamenti, qualche nuovo materiale, una tecnica leggermente differente. La questione è come restare innovativo quando si è ragiunto un certo livello? Questo perché soprattutto alcuni degli stili del corpo sono… sono dei classici, quindi basta qualche piccolo cambiamento.

Forse un contrasto di colori?

Sì.

Adesso si trova a NY, è tornato alle origini. Quali sono i suoi progetti per il futuro?

Stiamo facendo molto a NY. Lanciamo il marchio da Brooklyn. Nuovi prodotti.

Bene!

Sarà una serie di skateboard e berretto di NY che andranno a... Taiwan, Londra, Germania, Hong Kong, San Francisco, LA, Hawaii.

In tutto il mondo?

Negli ultimi 5 anni gran parte del marchio HAZE si è concentrato sul Giappone e abbiamo lavorato così tanto negli USA e a livello internazionale, ma adesso, il programma era sempre di tornare a Brooklyn. Abbiamo lanciato il marchio. Pochi pezzi in edizione limitata. Ma lanceremo il marchio poi…su base internazionale, e tornerò anche a fare più arte, veri e propri dipinti e disegni. E ho aperto il nuovo studio. I programmi per NY prevedono tre cose Rilanciare il marchio HAZE, a livello internazionale, ma in piccole quantità controllate. Non un marchio commerciale. Anche in Giappone stava crescendo troppo, stava diventando troppo commerciale. Ho riportato tutto a Brooklyn per riprendere il controllo creativo e sto cercando di riportare il marchio alle sue origini. E questo prevede anche prima l'arte, poi il prodotto. Invece di pensare alla commercializzazione del prodotto. Il marchio Haze non dovrebbe essere un marchio commerciale. Dovrebbe essere un progetto artistico, un prodotto artistico e di design. Questa è l'essenza originale. Ricondurlo a questo.

E come seconda cosa…?

Cose simili, sono tutti nuovi dipinti. Nuovi dipinti, nuove tele, sto lavorando per alcune importanti mostre dell'anno prossimo. Hong Kong, Taiwan, New York...

Anche NY?

Sì. Decisamente un rilancio… Penso che la prima mostra debba essere a NY. Sta dunque facendo anche molti disegni. Ne ho appena completato sette.

Stai cambiando stile?

Sì. Sì, ma come se fosse un cerchio. Sto tornando...diciamo alla pop art degli anni 80. Negli anni 90...si usa così spesso il computer, ovunque grafica, grafica e ancora grafica. Poso farlo anch'io, questa sarebbe la tendenza del momento. Quindi...

Possiamo dire che sei praticamente un pioniere del nostro tempo?

Ci sono molte cose che tante persone sono in grado di fare. E alcune cose che praticamente solo io posso fare. Quindi...

Qual è la tua identità?

La mia identità?

Come ti descriveresti?

Ah...semplicissimo. Io sono un pop artist. Pop quindi una "Population". Non sempre "Popular", popolare ma...mi piace crederlo. Lavoro per tutti. Quindi "Pop"ulation, "Pop"ular...ma grafica, belle arti, pittura, prodotto, direzione artistica, tutto fa parte della "Popular Culture". Posso quindi dire di essere un pittore, un artista grafico, un artista di graffiti, ma tutto questo per me...oggi è solo "Pop-Art". E comprende tutto questo, è sempre stato così.
 
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